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La freccia nera

RECENSIONE "LA FRECCIA NERA" DI ROBERT LOUIS STEVENSON


Buon sabato amici!!! Come vi avevo accennato, sto cercando di recuperare il lavoro libresco in arretrato e, quindi, eccomi oggi con la recensione di questo splendido classico storico d'avventura che ho semplicemente amato!!! 

Titolo: La freccia nera
Titolo originale: The black arrow
Autore: Robert Louis Stevenson
Editore: DeAgostini
Collana: Classici
ISBN: 9788841517433
Pagine: 174 p.
Prezzo: € 6.00
Genere: Romanzo
Sottogenere: Classico, Storico, Avventura
Anno di pubblicazione: 2006

Trama
L'Inghilterra della seconda metà del Quattrocento, insanguinata dalla lunga Guerra delle due Rose tra la casa di Lancaster e quella di York, è il drammatico sfondo alla vicenda del giovane Dick Shelton. Orfano di entrambi i genitori, il ragazzo viene cresciuto da sir Daniel Brackley, un rude soldato di ventura, avido e opportunista, che lo avvia alla carriera militare. Sarà l'incontro con un coetaneo a rivelare a Dick la verità sul suo tutore e sull'assassino dei suoi genitori.

Il mio voto

La mia recensione

Sono anni che ho questo libro sulla mensola della libreria e tante volte l’ho preso in mano, sfogliato e rimesso giù. Volevo leggerlo, ma non mi sembrava mai il momento opportuno. Finalmente, quest’anno ho deciso di iniziare questa avventura scritta dalla penna brillante di Robert Louis Stevenson e non me ne sono pentita, anzi, ne sono entusiasta! Se c’era un classico che non dovevo farmi sfuggire, era proprio “La freccia nera”.
È la storia di Dick Shelton, un giovane scudiero che, in seguito alla morte del padre in circostanze sospette, è stato cresciuto da Sir Daniel, un cavaliere malvagio e avido di potere che cambia continuamente partito a seconda di come tira il vento. Per l’Inghilterra è un momento cruciale: il paese si trova nel bel mezzo della Guerra delle Due Rose e della corsa al trono e il popolo è spaccato a metà, una parte è a favore degli York e l’altra a favore dei Lancaster. Sir Daniel, ovviamente, non ha preferenze e si limita a inclinare il suo favore verso l’una o l’altra fazione in base ai risvolti positivi o negativi delle battaglie. Dick ha sempre seguito fedelmente il suo tutore, ma, quando comincia a farsi strada nella sua mente il dubbio che il suo povero padre è stato assassinato proprio da colui che l’ha preso sotto la sua ala, la sua condizione cambia drasticamente e volge in peggio. Il cavaliere tenta di farlo uccidere e il ragazzo è costretto alla fuga. Fortunatamente troverà rifugio nella combriccola di uomini guidati da Ellis Duckworth, la cosiddetta “Freccia Nera”, che vuole vendetta per i torti subiti e desidera ardentemente far pagare a Sir Daniel le sue colpe. Ma la vendetta non è l’unica cosa che guida Dick in questa avventura. Il ragazzo, infatti, si è innamorato di Joanna, una giovane fanciulla di buona famiglia che è stata rapita proprio da Sir Daniel, che la tiene prigioniera nel suo palazzo. Tra duelli e inseguimenti, fughe rocambolesche e sotterfugi, Dick tenterà in tutti i modi di riprendersi Joanna e di onorare la memoria di suo padre … 
Avventura, storia, amore, cappa e spada si intrecciano in questo romanzo che mi ha conquistata e che mi ha tenuta con il fiato in sospeso fino all’ultima pagina. Qui siamo proprio in quel genere di narrazione che piace a me, è un romanzo di pura avventura a sfondo storico e ne sono rimasta veramente deliziata. Stevenson riesce a raccontare una storia ricca di avvenimenti, personaggi e colpi di scena, dove i dialoghi sono sempre efficienti e funzionali e non mancano i momenti di tensione emotiva. 
Lo stile di questo celebre scrittore è semplice, davvero, le frasi scorrono velocemente e non sono appesantite da metafore incomprensibili o termini difficili, e il suo approccio alla storia è decisamente moderno e pieno di spirito. È una prosa grintosa e dinamica che coinvolge e tiene alta l’attenzione. La lettura di questo libro è un vero piacere, un capitolo tira l’altro, e quasi non ci si accorge di essere arrivati alla fine dell’avventura. 
Amo il personaggio di Dick perché è un semplice ragazzo dal cuore d’oro e dalla testa calda, coraggioso ma impulsivo, il che il più delle volte lo mette in guai seri, ma grazie alla sua intelligenza e al suo animo puro riesce sempre a tirarsi fuori anche dalle situazioni peggiori. Mi piace il suo senso dell’onore e mi piacciono la fedeltà e la devozione che dimostra nei confronti della sua amata. Insomma, è sicuramente uno dei miei eroi cavallereschi preferiti
Ma nel mondo creato da Stevenson c’è spazio per tutte le tipologie di uomini: ecco, così, che abbiamo il malvagio e calcolatore Sir Daniel, l’ambizioso e valoroso Richard di Gloucester, il gentile Bennet, il comprensivo lord Foxham, il giusto e generoso Sir Risingham, il codardo e timoroso Sir Oliver, e gli scaltri e coraggiosi componenti della Freccia Nera. Pur essendo un romanzo dove le spade dominano la scena, possiamo trovare anche dei bei ruoli femminili: Joanna, la fanciulla di cui Dick è innamorato, è indomita, fiera, impavida, ribelle, tenta molte volte di riappropriarsi della libertà nonostante i rischi, e il suo amore è forte e duraturo, il suo animo è fervido, mai volubile; Alicia, la dama di compagnia di Joanna, è una ragazza vivace e curiosa, che rischia di compromettere la sua persona pur di aiutare i due innamorati. Insomma, il romanzo di Stevenson è pieno zeppo di caratteri energici e che richiedono a gran voce il loro spazio e la cosa che più mi sorprende è il fatto che questo scrittore è riuscito a dare vita a queste personalità ben caratterizzate e indipendenti in così pochi passi. Con semplici ed efficaci tratti ogni personaggio, dal più umile al più altolocato, diventa reale e acquista un ruolo importante, si guadagna tutta la luce. Questo è sicuramente uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente del modus narrandi di Stevenson. 
Sono felice di aver letto “La freccia nera” perché è stata una lettura che mi ha fatto trascorrere ore piacevoli in compagnia di cavalieri e dame, trascinandomi in un’avventura appassionante e coinvolgente e trasportandomi in un’epoca storica ricca di intrighi politici e cospirazioni, il tutto raccontato con ironia e leggerezza, una scrittura (i cui tratti distintivi sono la semplicità, la genuinità e la naturalezza della prosa) che rende il romanzo adatto a tutte le età e lo annovera in quella categoria di classici senza tempo

                                                                                                                                                 Monia Iori



Questa recensione partecipa alla challenge "Un classico al mese"


Questa recensione partecipa alla TRIBUTES READING CHALLENGE
Distretto 7, Classici

7 commenti:

  1. Molto interessante! Io adoro i classici, ne ho letti un bel pò, ma spero presto di recuperare anche altri. Questo romanzo non lo conoscevo, va dritto in Wishlist.

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    1. Grazie! Anche io adoro i classici *o* Ti trasportano in un'epoca straordinaria e intoccabile! Sono contenta di averti fatto conoscere "La freccia nera" ^_^

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  2. sempre sentito parlare della freccia nera e proprio per questo..conoscendo un po' la storia non l'ho mai letto..ma potrei pure decidermi a farlo!!!:)

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    1. Ahahah! Vale, allora, ti convincerò io!!! :D Però, devono piacerti i romanzi cavallereschi, altrimenti rischio solo di consigliarti male ;-)

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  3. Ahhhh una storia di cappa e spada che meraviglia!!! ^_^ Ancella complimenti una bellissima recensione mi hai proprio fatto venir voglia di leggere La Freccia Nera, di Stevenson avevo già letto Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e L'isola del tesoro (che ho semplicemente amato!) e sono completamente d'accordo con te sullo stile narrativo di questo autore, semplice, accattivante che con pochi tratti ti travolge catapultandoti in un universo ricco di avventura.

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    1. Grazie mille, Jerry!!! Hai avuto la stessa reazione che ho avuto io con questo libro :D Mentre lo stavo leggendo, pensavo proprio "che meraviglia!" *_* Io amo alla follia le storie di cappa e spada! Poi, lo stile di Stevenson ti coinvolge in una maniera unica, non riuscivo più a mettere giù il libro. Anche io avevo già letto "Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde" ed ero rimasta colpita dal modo di raccontare così spontaneo di questo scrittore, però trattandosi in questo caso di un romanzo storico credevo avesse utilizzato un approccio diverso, invece sono felice che abbia continuato sulla stessa riga :D "L'isola del tesoro" mi manca... ce l'ho sulla mensola, ma non mi decido mai a leggerlo per timore di incappare in una storia che non rientra nei miei gusti, ma a questo punto penso che anche se fosse così mi piacerebbe ugualmente perché Stevenson riesce a trascinarti nel suo racconto che tu lo voglia o meno!!! ^_^

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  4. Bella bella bella recensione! Sono alle ultime pagine di questo romanzo ormai e posso dire che concordo con ogni tua parola!
    Non vedo l'ora di godermi il finale!

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